Il generale Ratko Mladic, morto ieri all’Aja, sarà sepolto con i massimi onori di Stato e militari. Il luogo di sepoltura sarà deciso dalla famiglia, riferisce la radio-televisione serba, riportando dichiarazioni rilasciate dal ministro della Giustizia, Nenad Vujic, alla tv K1.

Vujic ha dichiarato che invierà una lettera all’Aja, auspicando che venga accertata non solo la causa del decesso ma anche se Mladic abbia ricevuto cure adeguate. Il ministro ha affermato che oggi riceverà ulteriori informazioni sulla data in cui la salma verrà trasferita in Serbia e ha precisato che tutto dipende dalle procedure burocratiche del Meccanismo dell’Aia. “Spetta solo a loro decidere” ha detto riferendosi alla famiglia, che deciderà il luogo di sepoltura, aggiungendo che “è certo che al generale Mladic saranno riservati tutti gli onori militari e di Stato che gli spettano quando si tratterà”.

un graffito che raffigura Ratko Mladic (Ansa)

La morte di Mladic riaccende le tensioni legate alla memoria delle guerre jugoslave

L’annuncio del ministro della Giustizia serbo provoca l’indignazione degli Stati balcanici, con il ministro della Difesa croato che ha paventato che quanto accaduto negli anni Novanta sia solamente “il primo tempo” nelle intenzioni di Belgrado. La morte di Mladic riaccende così le tensioni legate alla memoria delle guerre jugoslave e al ruolo della Serbia nella regione.

Nelle ultime ore, in diverse città serbe, sono comparsi messaggi e striscioni in sostegno dell’ex generale, tra cui quelli esposti da tifosi della Stella Rossa di Belgrado e rilanciati sui profili social della società sportiva. Il generale Mladic è stato lasciato morire dietro le sbarre, l’Aja voleva così, ma la Serbia lo seppellirà secondo i desideri della famiglia, dice oggi il presidente serbo, Aleksandar Vucic, durante una visita a Osecina. “Abbiamo visto che l’Aja voleva che Mladic morisse dietro le sbarre, non volevano che il generale morisse in Serbia, che morisse dove voleva lui, questo è un comportamento contrario alla civiltà, un comportamento senza precedenti e senza giustificazione” ha detto Vucic, secondo il quale “i criminali di guerra che hanno commesso crimini contro i serbi sono stati rilasciati” almeno prima di morire.

Il ministro della Giustizia serbo: “Portato in patria con un aereo speciale, andrò anche io a prenderlo”

Ieri, dopo l’annuncio della morte del criminale di guerra, il governo di Belgrado, tramite il ministro Vujic, ha dichiarato ai media locali la volontà del governo di prendere in custodia il corpo del defunto generale per poi onorarlo con funerali di Stato. “Il generale Mladic è un generale e i protocolli sono noti. Anche il suo ruolo è noto, ma ciò che spetta al generale Mladic sarà certamente rispettato” ha dichiarato Vujic all’emittente serba ATV, aggiungendo che Belgrado è pronta immediatamente a prendere in consegna la salma.

Inoltre, il ministro della Giustizia ha dichiarato all’emittente pubblica serba RTRS di aver parlato ieri con il presidente serbo Vucic e di aver concordato che la Serbia avrebbe fornito tutta l’assistenza necessaria per organizzare il trasporto della salma e farla volare a Belgrado con un “aereo speciale”. “Probabilmente viaggerò anch’io con la famiglia per poter sbrigare le formalità relative al trasferimento della salma” ha detto Vujic. “Questa è una triste notizia per tutti noi, per l’intero popolo serbo” ha dichiarato a RTRS, sottolineando che le autorità serbe avevano fatto tutto il possibile per sollecitare il rilascio anticipato di Mladic a causa della sua malattia.

 Ratko Mladic al momento della cattura

Ratko Mladic al momento della cattura (AFP)

La Commissione europea: “La glorificazione dei criminali di guerra non ha posto in Europa”

“La Commissione europea ritiene che qualsiasi glorificazione dei criminali di guerra sia in contraddizione con i valori europei più fondamentali e non abbia posto nell’Ue o nei Paesi candidati all’adesione all’Ue” afferma un portavoce della Commissione europea, interpellato su quanto riferito dal Ministero della Giustizia serbo. “Ratko Mladic – ricorda il portavoce – stava scontando l’ergastolo per crimini contro l’umanità e per il genocidio di Srebrenica. Era un criminale di guerra. È stato condannato all’ergastolo dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia nel 2017, sentenza confermata in appello dal Meccanismo internazionale residuo per i tribunali penali nel 2021. Qualora Ratko Mladic venisse sepolto in Serbia, spetterebbe alle autorità serbe confermare il loro eventuale ruolo nelle esequie”.

Ma una parte del movimento studentesco si distanzia

I partecipanti al movimento di protesta studentesco hanno espresso posizioni in linea con le forze d’opposizione progressiste, condannando la figura di Mladic, con il suo lascito di genocidio, crimini di guerra e migliaia di vittime. Sui social media e nelle piazze, gli attivisti si sono mobilitati attivamente per rimuovere striscioni e manifesti celebrativi dedicati all’ex generale (ad esempio a Novi Sad), attirandosi duri attacchi dai tabloid allineati, che hanno definito le loro dichiarazioni “mostruose e scandalose”, come fa Informer. In netto contrasto con i movimenti di protesta, organizzazioni di studenti serbi di orientamento nazionalista (tra cui molti studenti originari della Repubblica Srpska che studiano a Belgrado) hanno manifestato un aperto lutto. A Belgrado, notano alcuni media, sono comparse centinaia di scritte sui muri inneggianti al generale morto ieri all’Aja. Ieri sera alcuni giovani hanno esposto un grande striscione da lponte Branko, che collega la città vecchia con Nuova Belgrado sul fiume Sava, con la foto di Mladic in uniforme che fa il saluto militare e lo slogan “Dalla tua lotta vive la nostra libertà”, accompagnato dall’accensione di fumogeni.

Le posizioni opposte espresse in Serbia, dai media filogovernativi agli esponenti della Republika Srpska

La dichiarazione di Vujic è una delle poche finora emerse sulla posizione del governo serbo. Infatti, dalla notizia della sua morte, giovedì 27 agosto, i funzionari serbi sono rimasti in silenzio, sebbene i media filogovernativi abbiano espresso il loro cordoglio e accusato il Tribunale dell’Aia di aver trascurato la salute dell’ex generale. Secondo i media bosniaci, la vicinanza espressa da Vujic ha trovato riscontro anche nelle reazioni dei politici di maggioranza e di opposizione nella Republika Srpska. Dal presidente dell’SNSD, Milorad Dodik, al leader dell’opposizione Nebojsa Vukanovi, si sono sentiti commenti entusiastici sul “coraggioso generale che ha gettato le basi della Republika Srpska”. Difatti, all’interno della stessa Serbia non sono mancate voci che hanno respinto questa narrazione, come riporta il quotidiano serbo Vreme.

Marinika Tepic, del Partito della Libertà e della Giustizia, è una delle poche figure politiche ad aver reagito in modo diverso, riporta il quotidiano, ricordando che Mladic è stato condannato con sentenza definitiva per una serie di crimini di guerra. Anche il Partito Democratico ha espresso una posizione analoga, affermando che “la morte di un individuo non cambia i fatti accertati dai tribunali internazionali, né può cancellare la responsabilità per i crimini commessi”.

Il presidente bosgnacco di Bosnia-Erzegovina: “Sentenza sulle sue responsabilità e sul criminale progetto della Grande Serbia”

Da Sarajevo sono arrivate ulteriori reazioni. Il membro bosgnacco (bosniaco musulmano) della Presidenza della Bosnia-Erzegovina, Denis Becirovic, ha affermato che Mladic rimane “a lettere nere” nella storia della Bosnia-Erzegovina, dell’Europa e del mondo e che la sentenza definitiva del Tribunale dell’Aia lo ha annoverato tra i responsabili dei crimini più gravi del XX secolo. “La sentenza del Tribunale nei confronti di questo criminale di guerra non è solo una sentenza sulla sua responsabilità penale individuale, ma anche una sentenza storica sul criminale progetto della Grande Serbia” ha dichiarato Becirovic.

Il partito bosniaco Red Lines ha invece chiesto che, nel caso in cui Mladic fosse sepolto con onori di Stato e militari, le autorità di Sarajevo valutino l’espulsione dell’ambasciatore serbo, il congelamento delle relazioni diplomatiche e restrizioni alla cooperazione economica.

 

Sandro Gozi: “Trasformata la glorificazione dei responsabili del genocidio in politica ufficiale dello Stato”

In questo rinnovato fermento balcanico, da Bruxelles è giunta la ferma presa di posizione dell’europarlamentare Sandro Gozi, il quale ha dichiarato oggi che la decisione della Serbia rappresenta un limite che nessun Paese che aspira ad aderire all’Unione Europea dovrebbe mai oltrepassare. “Conferendo le massime onorificenze, le autorità serbe, sotto la presidenza di Aleksandar Vucic, promuovono di fatto il revisionismo storico anziché la responsabilità e la riconciliazione. Trasformano la glorificazione dei responsabili del genocidio in politica ufficiale dello Stato, allontanando ulteriormente la Serbia dai valori europei” ha valutato Gozi, sottolineando che il futuro europeo di Belgrado non può essere costruito sulla riabilitazione dei capitoli più oscuri del suo passato, ma deve essere fondato sulla verità, la giustizia, i valori democratici e il rispetto per le vittime.

un murale deturpato raffigurante l'ex capo militare serbo-bosniaco

un murale deturpato raffigurante l’ex capo militare serbo-bosniaco (AFP)

La Croazia protesta. E lancia l’allarme: “La Serbia si sta riarmando”

Le parole del ministro serbo Nenad Vujic, richiamate più sopra, hanno fatto registrare il biasimo di Zagabria che, attraverso il ministro della Difesa Ivan Anusic, ha osservato che a Belgrado c’è un nuovo fermento bellicista e che questa decisione ne sarebbe una prova. Nel corso di un’intervista con i media croati, Anusic ha criticato la decisione di Belgrado di predisporre dei funerali di Stato per il generale Rakto Mladic, affermando che questa scelta conferma che la guida del presidente Vucic guarda alla politica degli anni Novanta. “È questo che conferma la politica di Aleksandar Vucic e che conferma la politica degli anni Novanta” ha dichiarato Anusic ai media croati, specificando che Zagabria ha più volte segnalato le politiche di riarmo predisposte negli ultimi tempi da Belgrado.

Secondo il ministro croato negli ultimi anni dalla Serbia sono tornati a giungere messaggi secondo cui la guerra degli anni ’90 sarebbe stata “il primo tempo” e che si starebbe annunciando “il secondo tempo”. “Forti dell’esperienza degli anni ’90, abbiamo informato i Paesi membri e i nostri alleati all’interno della NATO che la Serbia in questo momento si sta riarmando in maniera eccessiva, senza alcuna necessità, perché non è minacciata da nessuno e da nulla” ha specificato Ivan Anusic.

Il segretario del Consiglio di sicurezza russo Serghei Shoigu

Il segretario del Consiglio di sicurezza russo Serghei Shoigu (Ansa)

05/08/2024

Mosca condanna il disprezzo delle regole fondamentali di imparzialità del Tribunale de L’Aja

Infine, Mosca accusa il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, dicendo che il caso Mladic è stato una manifestazione di doppi standard e pregiudizi anti-serbi da parte del tribunale stesso. Il Ministero degli Esteri russo ieri sera aveva condannato quello che aveva definito “il deliberato disprezzo per le regole fondamentali di imparzialità e di equo trattamento dei condannati, a favore di motivazioni politiche” ai danni di Mladic.

Il capo del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, ha condannato oggi “il verdetto ingiusto” e le “disumane condizioni di carcerazione” di Ratko Mladic. “Il verdetto ingiusto del Tribunale criminale internazionale per la ex Jugoslavia nei confronti di Ratko Mladic, così come le disumane condizioni della sua carcerazione, sono un chiaro esempio di disprezzo per la legge internazionale e i principi di un giusto e umano trattamento dei detenuti” ha affermato Shoigu, citato dalla Tass. “Esprimo le mie più profonde condoglianze al figlio del generale, Darko Mladic, alla famiglia e agli amici del defunto” aggiunge il capo del Consiglio di sicurezza russo.


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