Quali e quanti F24 si devono pagare a settembre 2026?


Settembre è uno dei mesi più affollati del calendario fiscale e, aprendo lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate, il numero può impressionare: per il 16 settembre 2026 sono censiti 135 versamenti. Significa davvero che un contribuente può trovarsi con decine di F24 da pagare?

No. Quel numero raccoglie tutte le diverse casistiche previste per persone fisiche, partite IVA, società, sostituti d’imposta ed enti. Ogni contribuente deve pagare soltanto gli F24 relativi agli obblighi che lo riguardano.

Per capire quanti pagamenti si devono effettuare a settembre bisogna quindi partire non dal numero complessivo dello scadenzario, ma dalla propria situazione: dichiarazione dei redditi rateizzata, partita IVA, cedolare secca, IVA, ritenute, imposte sostitutive e altri eventuali tributi.

Quanti versamenti F24 scadono a settembre 2026?

Lo scadenzario fiscale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate concentra la maggior parte dei versamenti di settembre nella giornata del 16 settembre 2026.

Per quella data risultano complessivamente 135 voci di versamento, suddivise dall’Agenzia in:

  • 8 relative all’Irpef;
  • 16 alle addizionali;
  • 27 nella categoria “altro”;
  • 4 relative alla cedolare secca;
  • 29 relative alle ritenute;
  • 18 IVA;
  • 8 Ires;
  • 6 Irap;
  • 19 imposte sostitutive.

Il 30 settembre risultano poi altri tre versamenti nello scadenzario, oltre a dichiarazioni, comunicazioni, ravvedimenti e istanze.

Attenzione però: 135 è il numero delle tipologie di versamento previste, non degli F24 che ogni italiano deve pagare.

Perché ci sono così tanti F24 il 16 settembre?

Perché nella stessa data confluiscono obblighi molto diversi.

Da una parte ci sono i versamenti periodici di imprese, professionisti e sostituti d’imposta, come IVA e ritenute. Dall’altra ci sono le rate delle imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali per chi aveva scelto di dilazionare saldo 2025 e primo acconto 2026.

È proprio quest’ultimo gruppo che può interessare anche persone fisiche senza partita IVA.

Per esempio, l’Agenzia indica al 16 settembre la quarta rata di alcuni versamenti per chi aveva iniziato la rateazione il 30 giugno e rate differenti per chi aveva avviato i pagamenti successivamente con le maggiorazioni previste.

Ho rateizzato le tasse della dichiarazione: cosa pago a settembre?

Chi ha scelto la rateizzazione deve controllare con particolare attenzione il proprio piano.

Tra i versamenti presenti il 16 settembre rientrano, a seconda della situazione:

  • saldo Irpef 2025;
  • primo acconto Irpef 2026;
  • addizionale regionale;
  • saldo e acconto dell’addizionale comunale;
  • cedolare secca;
  • imposte sostitutive;
  • eventuale acconto su redditi soggetti a tassazione separata;
  • saldo IVA 2025 per i contribuenti interessati.

Non tutti, però, si trovano alla stessa rata.

Per esempio, lo scadenzario dell’Agenzia indica per alcuni contribuenti che avevano effettuato il primo versamento entro il 30 giugno la quarta rata al 16 settembre, con gli interessi previsti dal piano di rateazione.

Per altre categorie o per chi ha iniziato il pagamento in una data diversa può invece trattarsi della seconda o della terza rata.

Quindi non basta prendere l’F24 di agosto e copiarlo?

No, ed è uno degli errori più facili da commettere.

Le rate possono comprendere interessi diversi e il numero della rata deve essere coerente con il piano scelto.

Per esempio, per alcune rate Irpef l’Agenzia indica al 16 settembre interessi dello 0,84%, mentre altre rate, derivanti da un diverso calendario iniziale di pagamento, riportano percentuali differenti.

Di conseguenza, non conviene modificare autonomamente soltanto la data di un vecchio F24. Bisogna utilizzare il modello predisposto per quella specifica rata oppure ricostruire correttamente tributo, interessi e numero di rata.

Chi paga la cedolare secca a settembre?

La scadenza può interessare anche proprietari di immobili che non hanno una vera e propria attività d’impresa.

Nello scadenzario del 16 settembre è presente, per alcune tipologie di contribuenti che hanno scelto la rateizzazione, il versamento di rate relative al saldo 2025 e al primo acconto 2026 della cedolare secca.

L’Agenzia delle Entrate riporta espressamente tra le scadenze del 16 settembre per le persone fisiche anche rate della cedolare secca.

Quindi un pensionato o un dipendente che affitta un immobile con cedolare potrebbe avere un F24 da pagare a settembre anche senza essere titolare di partita IVA.

Le partite IVA cosa devono controllare?

Per professionisti, autonomi e imprese il calendario è più articolato.

Oltre alle rate delle imposte risultanti dalla dichiarazione, possono esserci versamenti periodici relativi a:

  • IVA;
  • ritenute operate nel mese precedente;
  • imposte sostitutive;
  • addizionali;
  • eventuali altri tributi collegati alla specifica attività.

Lo scadenzario dedicato ai lavoratori autonomi riporta, per esempio, rate Irpef, addizionali, saldo IVA e altre imposte con scadenza il 16 settembre.

Ho dei dipendenti: c’è anche l’F24 delle ritenute?

Sì, per i sostituti d’imposta settembre comprende anche i normali versamenti delle ritenute operate nel mese precedente.

L’Agenzia delle Entrate indica al 16 settembre il versamento delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese precedente.

Tra i codici tributo indicati figurano, per esempio:

  • 1001 per le ritenute sulle retribuzioni e redditi assimilati;
  • 1002 per le ritenute su emolumenti arretrati;
  • 1012 per determinate ritenute relative alla cessazione del rapporto di lavoro.

Per un’impresa, quindi, l’F24 di settembre può comprendere più tributi nello stesso modello.

135 versamenti significano 135 modelli F24?

No, nemmeno per chi fosse interessato da più obblighi.

Un modello F24 può contenere più codici tributo e più importi, nelle sezioni appropriate.

Il numero delle voci presenti nello scadenzario dell’Agenzia rappresenta le diverse fattispecie fiscali contemplate, non il numero materiale di modelli che devono essere trasmessi.

Per questo la domanda più utile non è “quanti F24 scadono in Italia?”, ma:

“Quali delle scadenze del 16 e del 30 settembre riguardano la mia posizione fiscale?”

Come faccio a capire quanti F24 devo pagare io?

Il controllo può essere fatto partendo da quattro elementi:

  1. verificare se dalla dichiarazione 2026 risultavano imposte da versare;
  2. controllare se era stato scelto il pagamento in un’unica soluzione o a rate;
  3. verificare quale rata è stata già pagata e quale scade a settembre;
  4. aggiungere eventuali versamenti periodici collegati alla partita IVA o al ruolo di sostituto d’imposta.

Un dipendente senza altri redditi e senza versamenti da dichiarazione potrebbe non avere alcun F24 personale da pagare.

Un proprietario che ha rateizzato la cedolare secca potrebbe averne uno.

Un professionista con IVA, ritenute e rate delle imposte annuali potrebbe invece avere più voci da versare nella stessa giornata.

Facciamo tre esempi

Caso 1: pensionato senza partita IVA e senza imposte rateizzate.
Il fatto che il 16 settembre siano censiti 135 versamenti non significa che debba pagare un F24. Se non esiste un debito fiscale personale da versare direttamente, lo scadenzario generale non crea un nuovo obbligo.

Caso 2: proprietario che paga la cedolare secca a rate.
Deve verificare il proprio piano di rateizzazione: settembre può contenere una rata del saldo 2025 e del primo acconto 2026, con gli interessi previsti.

Caso 3: professionista titolare di partita IVA.
Potrebbe avere contemporaneamente la rata delle imposte da dichiarazione e uno o più versamenti periodici. Il suo F24 può quindi essere più articolato, ma non perché debba pagare tutte le 135 voci dello scadenzario.

Cosa succede se dimentico una rata di settembre?

Il mancato versamento entro la scadenza può determinare sanzioni e interessi.

Se ci si accorge dell’omissione spontaneamente, va verificata la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso secondo le regole previste per la specifica violazione.

Non conviene quindi aspettare una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate pensando che una rata saltata venga automaticamente aggiunta alla successiva.

La rata non pagata deve essere trattata separatamente e regolarizzata correttamente.

Il 30 settembre ci sono altri F24?

Sì, ma in numero decisamente inferiore rispetto alla concentrazione del 16 settembre.

Lo scadenzario ufficiale indica per il 30 settembre 2026 tre voci di versamento, oltre ad altri adempimenti come dichiarazioni, comunicazioni, ravvedimenti e istanze.

Anche in questo caso, però, non si tratta di tre F24 che ogni contribuente è tenuto a presentare: bisogna verificare la propria categoria e la specifica operazione interessata.

Qual è quindi la vera data da controllare?

Per la maggior parte dei versamenti fiscali concentrati nel mese, la giornata centrale è il 16 settembre 2026.

Ma chi ha una posizione fiscale più articolata dovrebbe controllare l’intero mese e non affidarsi semplicemente alla memoria.

Il modo più sicuro è consultare lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, selezionando anche la propria categoria di contribuente.

Riassumendo

  • il 16 settembre 2026 lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate censisce 135 tipologie di versamento;
  • questo non significa che ogni contribuente debba pagare 135 F24;
  • le principali categorie comprendono Irpef, addizionali, cedolare secca, IVA, ritenute, Ires, Irap e imposte sostitutive;
  • molti versamenti di settembre sono rate di saldo 2025 e primo acconto 2026 derivanti dalla dichiarazione;
  • il numero della rata e gli interessi possono cambiare in base alla data in cui è iniziata la rateizzazione;
  • anche dipendenti e pensionati possono avere un F24 se hanno imposte da versare direttamente, per esempio una cedolare secca rateizzata;
  • professionisti e imprese possono avere anche IVA, ritenute e altri versamenti periodici;
  • più tributi possono essere inseriti nello stesso modello F24;
  • il 30 settembre lo scadenzario registra altre tre tipologie di versamento;
  • per sapere quanti F24 pagare realmente bisogna verificare la propria dichiarazione, il piano rateale e gli eventuali obblighi periodici.

 


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