La situazione dei minori migranti è tornata al centro del dibattito quasi un mese dopo l’ingresso massiccio di migranti a Ceuta. Il ministero dell’Interno ha identificato 2.168 minori dal 30 luglio, mentre la città resta sotto una forte pressione migratoria.


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La loro situazione al raggiungimento della maggiore età e la possibilità di ricongiungere i familiari in Spagna sollevano interrogativi sulle conseguenze legali e amministrative.

L’avvocata esperta in diritto dell’immigrazione, Glenda Fermín, spiega cosa succede ai minori migranti quando compiono 18 anni e quali possibilità hanno di ricongiungere i propri familiari e quale sia la gestione amministrativa della crisi migratoria a Ceuta.

Cosa succede quando un minore sotto tutela compie 18 anni?

Si parte da una situazione di incertezza nell’exclave spagnola, dove è ancora da definire che cosa accadrà ai minori migranti arrivati dal Marocco: se saranno rimpatriati, se otterranno documenti per restare in Spagna o se potranno accedere a un permesso di soggiorno di lunga durata.

In questo senso, Glenda Fermín spiega che, se il minore è stato documentato, “si procede di solito a un rinnovo 60 giorni prima del compimento della maggiore età o fino a 90 giorni dopo“.

Se non è stato documentato, dispone di un termine di 90 giorni dopo il compimento dei 18 anni, una volta uscito dalla tutela, per chiedere un’autorizzazione di soggiorno. Secondo l’avvocata, “può avviare questa pratica presentando un contratto di lavoro”.

I minori migranti possono ricongiungere la famiglia al compimento dei 18 anni?

Il diritto al ricongiungimento familiare è previsto dalla legge, ma non è automatico ed è soggetto a determinati requisiti. Fermín sottolinea che, tra le condizioni richieste, figurano un “certificato di abitabilità dell’alloggio”, un’autorizzazione di soggiorno di almeno un anno e mezzi economici dimostrabili.

L’avvocata spiega che possono ricongiungere il coniuge o i discendenti, mentre per gli ascendenti il requisito cambia: devono poter dimostrare una residenza di lunga durata di cinque anni.

Esistono anche casi eccezionali per motivi umanitari. Fermín cita come esempio una malattia grave, ma avverte che queste situazioni richiedono un onere probatorio importante e sono difficili da ottenere perché si tratta di “un effetto giuridico indeterminato”.

L’arrivo dei familiari può generare un effetto a catena?

Di fronte alla possibilità che un minore possa ricongiungere diversi familiari e che questi, a loro volta, avviino nuovi procedimenti di ricongiungimento, Fermín osserva che “può accadere che abbia accanto i familiari più stretti”, ma ricorda che la normativa fissa dei limiti.

L’avvocata precisa che il ricongiungimento è limitato a determinati familiari, vale a dire “il coniuge, i discendenti e gli ascendenti”. Per questi ultimi, spiega, è inoltre necessario soddisfare il requisito di una residenza di lunga durata.

Per quanto riguarda i figli, Fermín ritiene poco frequente che si verifichi un ricongiungimento di questo tipo, perché si tratta di giovani che “appena compiuti 18 anni” difficilmente avranno già più di un figlio.

I minori non accompagnati che hanno attraversato il confine con la Spagna rientrano in Marocco dall’enclave spagnola di Ceuta, sabato 1 agosto 2026.I minori non accompagnati che hanno attraversato il confine con la Spagna rientrano in Marocco dall’enclave spagnola di Ceuta, sabato 1 agosto 2026.

Chi gestisce le procedure di ricongiungimento familiare?

Una volta divenuto maggiorenne, la competenza per una procedura di ricongiungimento familiare spetta agli uffici immigrazione della Subdelegación del Gobierno del domicilio dello straniero residente legalmente.

Bisogna preoccuparsi per le conseguenze legali quando questi minori raggiungono la maggiore età?

Fermín dichiara di non essere ottimista riguardo ai cambiamenti nella politica migratoria. Come esempio cita il nuovo Regolamento sui rimpatri, che non è ancora entrato in vigore e che, a suo avviso, è più restrittivo e discutibile dal punto di vista dei diritti rispetto alla cosiddetta “direttiva della vergogna”, come fu definita a suo tempo.

Nonostante ciò, mantiene la speranza di poter continuare a lottare per i diritti, come è stato fatto in passato.

L’avvocata denuncia inoltre una “disumanizzazione e strumentalizzazione” dell’immigrazione. A suo giudizio, quando non si dà un nome e un volto alle persone migranti, è più semplice costruire un discorso contro l’immigrazione.

Come si può affrontare la crisi burocratica dopo l’ultima entrata massiccia?

Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha denunciato che si gestiscono appena tra 25 e 30 pratiche di rimpatrio al giorno. Per Fermín, la Spagna ha dimostrato di avere la capacità amministrativa per rispondere a situazioni eccezionali.

“Mi costa credere che non si possa aumentare il personale”, osserva. A suo parere, la riforma della legge sull’immigrazione potrebbe andare in questa direzione e semplificare molte procedure in vista di una crisi migratoria che potrebbe ripetersi.

La soluzione, ritiene, non è semplice e dipende in buona misura dalla volontà politica: “Quando questa manca, le cose si complicano“.

È opportuno trasferire 500 ragazze migranti sulla penisola?

Il dibattito coincide con il piano del Ministero della Gioventù e dell’Infanzia per trasferire 500 ragazze migranti non accompagnate da Ceuta alla penisola tramite diverse formule di accoglienza e con la collaborazione di organizzazioni per la tutela dell’infanzia. Il piano prevede che questi trasferimenti possano avvenire senza la necessità di trasferire la tutela alle comunità autonome.

Fermín mette in discussione questa procedura e ritiene che miri a eludere i controlli ordinari delle regioni: “La formula è, almeno a mio avviso, saltare rapidamente il controllo di tutte le comunità autonome” nella ripartizione dei minori.

Il futuro dei minori che restano a Ceuta dipende dalle prossime decisioni sul loro possibile rimpatrio, accoglienza, trasferimento sulla penisola o situazione amministrativa. Nel frattempo, la città continua a trovarsi sotto una forte pressione migratoria che ha nuovamente messo alla prova le sue risorse e la sua capacità di risposta.


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