L’amico di Noemi Impellizzeri, che ha riferito di aver trovato la donna impiccata nella sua abitazione a Riposto e di non aver chiamato i soccorsi per paura che uscisse il suo nome, è indagato per omicidio. In televisione, ha ribadito che la donna gli avrebbe rivelato intenti suicidi 24 ore prima e che, quando ha fatto visita alla sua abitazione, era ormai già morta.


La precisazione dell’uomo: “Io e Noemi non eravamo fidanzati”

Intervistato da Morning News, l’amico di Noemi Impellizzeri ha tenuto subito a chiarire un aspetto della sua relazione con la donna: “Voglio precisare che io e Noemi non eravamo fidanzati, non c’era alcuna relazione al di fuori dell’amicizia. Era una mia amica da tanti anni. Dopo che si era lasciata con il suo ragazzo mi aveva chiesto se potevo ospitarla in casa mia. Io l’ho accolta e aiutata fino a qualche giorno fa. Ho fatto il possibile per lei”.

Poi ha aggiunto: “Forse qualcuno credeva ci fosse una relazione tra noi perché passavamo tanto tempo insieme, chiunque lo avrebbe immaginato, ma io mai l’ho presentata come mia ragazza. Era solo un’amicizia“.

Cosa è successo prima della morte di Noemi Impellizzeri a Riposto

L’uomo ha raccontato: “Lei è stata trovata tra sabato e domenica, io ho parlato con lei per l’ultima volta 24 ore prima, la notte tra venerdì e sabato, quando mi ha parlato del suicidio mostrandomi la corda. Lo diceva tante volte”.

Il racconto è proseguito così: “Quella sera lei era stata in compagnia di un suo amico per tutto il venerdì sera. Verso le due di notte è venuta a casa mia per chiedere di poter dormire lì o se io potevo andare a casa sua con lei. Io le ho detto ‘Dopo che sei stata tutto il tempo col tuo amico, perché vieni qua? Io ho già i miei problemi’. Io ho due figli. Tutti dicevano ci fosse una relazione e ho avuto già problemi con mia moglie. Le ho detto, quindi, di andare a casa. L’ho accompagnata fino a casa e lì mi ha detto di aiutarla a entrare perché non aveva le chiavi. Abbiamo scardinato un po’ la porta per entrare. Le ho detto che a me non stava bene il suo stile di vita. Poi dopo un po’ me ne sono andato”.

Poco dopo, Noemi Impellizzeri avrebbe contattato nuovamente l’amico: “Lei mi ha scritto un messaggio per chiedermi se fossi arrivato a casa. Io le ho confermato che ero arrivato a casa e le ho chiesto di interrompere i rapporti. Forse per lei c’era una relazione ma non lo dimostrava nel modo giusto. Se una persona tiene a me, non passa una serata in compagnia di un’altra persona. Lei mi diceva che per lei ero importante, forse ero un punto di riferimento. Lei non percepiva che questo mi comportava tanti problemi. Io di lei non ero geloso, anzi le dicevo di lasciarmi stare perché io avevo già la mia famiglia“.

L’uomo ha poi confidato: “Se avessi pensato che le sue intenzioni fossero serie sarei scappato da lei per fare il possibile. L’ultima cosa che mi ha detto è stata ‘Ora chiudo che devo guardare su Youtube come fare il nodo perché non lo so fare’. Per il modo in cui l’ha detto, non la credevo capace di fare un gesto simile“.

Il racconto sulla scoperta del cadavere di Noemi Impellizzeri

L’uomo è poi passato a raccontare di quanto avvenuto nella notte tra sabato e domenica: “Sono andato a casa sua dopo 24 ore che non l’ha cercata nessuno. L’indomani non l’ho vista né sentita. Alle 9 di sera le ho inviato un messaggio, che ha ricevuto ma non letto. Ho provato a chiamarla, alle 2 di notte mi sono venuti i dubbi e sono andato a trovarla. Come mai nessuno l’ha cercata per 24 ore? L’avrebbero trovata prima di me”.

Sulla scoperta del corpo, ha detto: “Sono entrato e l’ho vista da lontano. Pensavo fosse uno scherzo, ho visto la sua sagoma e non volevo credere a ciò che stavo vedendo. Sono uscito, mi sono preso un po’ più di coraggio e sono rientrato per vedere meglio. In quel momento non ero lucido. Ho deciso di avviare i suoi familiari per farli venire lì a vedere se ciò che stavo vedendo fosse vero o un’illusione. Non ho pensato a chiamare i soccorsi perché avevo già problemi con la mia famiglia. Per lei non si poteva fare nulla, i piedi erano di colore violastro, c’era ben poco da salvare. Chiamare i soccorsi era la cosa giusta da fare, ma per lei c’era poco da fare“.

L’amico ha raccontato ancora: “Io ho provato a contattare mamma, fratello e sorella per più di mezz’ora. Sono rimasto lì davanti alla sua porta per mezz’ora. Per la promessa che avevo fatto ai miei figli, cioè che lì non sarei più andato, non volevo che venisse il mio nome fuori. Nessuno mi ha risposto, poi verso le 3,30 sono andato nel bar che frequentava il fratello di Noemi ma non c’era. L’ho incontrato in strada, ho provato a farli segno di fermarsi ma mi ha salutato e tirato dritto”.

L’uomo ha riferito di essere tornato a casa. A quel punto avrebbe ricevuto una chiamata dalla madre di Noemi: “Mi ha chiamato dicendo che la casa della figlia stava andando a fuoco. Sono andato a prenderla e ci siamo diretti lì”.

Sull’incendio l’uomo ha ribadito: “Quando io ero andato a casa di Noemi non c’erano né fiamme né fumo”.

Il telefono dell’amico di Noemi Impellizzeri è in mano agli investigatori

L’avvocato dell’uomo ha confermato alla trasmissione Morning News che il telefono del suo assistito è in mano agli investigatori per verificare la veridicità di quanto sostenuto sulla morte di Noemi Impellizzeri.



Noemi Impellizzeri

IPA / Facebook Noemi Impellizzeri




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