«La sovranità nazionale non va in vacanza». Con queste parole l’ex presidente del governo spagnolo José María Aznar ha lanciato da Ceuta un duro richiamo sulla politica di sicurezza, sulla gestione delle frontiere e sulla strategia internazionale della Spagna, chiedendo un «cambiamento radicale» nell’orientamento politico del Paese.

Aznar, arrivato nella città autonoma insieme alla moglie Ana Botella, ha espresso sostegno e solidarietà alla popolazione di Ceuta dopo il massiccio afflusso registrato alla frontiera del Tarajal alla fine di luglio. Nel corso della visita è stato ricevuto dal presidente della città, Juan Vivas, e accolto al Municipio, dove ha firmato il libro degli ospiti.

Aznar: «L’integrità territoriale della Spagna è stata violata»

Il messaggio dell’ex premier si è concentrato innanzitutto sulla sicurezza della frontiera e sulla sovranità nazionale. Secondo Aznar, gli avvenimenti verificatisi alla fine di luglio hanno rappresentato una violazione dell’integrità territoriale spagnola e richiedono una risposta chiara da parte dello Stato.

«L’integrità territoriale della Spagna è stata violata», ha dichiarato, sostenendo che la priorità debba essere quella di «ripristinare l’ordine, la sicurezza e la normalità».

L’ex presidente ha criticato la gestione del governo nazionale guidato da Pedro Sánchez, insistendo sulla necessità di evitare che situazioni analoghe possano ripetersi.

Aznar ha inoltre fatto proprio il principio secondo cui chi viola illegalmente la frontiera non dovrebbe poter consolidare la propria permanenza sul territorio nazionale.

«La sovranità nazionale non va in vacanza»

È proprio sulla sovranità che Aznar ha costruito il passaggio politicamente più netto del suo intervento.

«La sovranità nazionale non va in vacanza», ha affermato, sostenendo che, quando viene messa in discussione, lo Stato abbia il dovere di ristabilirla attraverso l’applicazione della legge e la tutela delle proprie frontiere.

Per l’ex premier, difendere l’integrità nazionale non significa costruire una «narrazione» politica, ma garantire concretamente la sicurezza e la stabilità dei cittadini di Ceuta.

La città autonoma, situata sulla costa nordafricana e confinante con il Marocco, rappresenta infatti non soltanto una frontiera spagnola, ma anche una frontiera esterna dell’Unione europea.

Aznar: «La debolezza è e sarà sempre provocatoria»

L’ex presidente ha quindi collegato la situazione di Ceuta a una riflessione più ampia sulla politica estera e sulla posizione internazionale della Spagna.

«La debolezza è e sarà sempre provocatoria», ha dichiarato, chiedendo una strategia capace di stabilizzare in maniera permanente quella che ha definito la frontiera più vulnerabile del Paese.

Secondo Aznar, Madrid avrebbe bisogno di una politica estera che eviti l’isolamento internazionale e garantisca alla Spagna alleati affidabili nei momenti di maggiore difficoltà.

Da qui la richiesta di una revisione profonda dell’attuale linea politica: lo Stato, ha sostenuto, deve essere in grado di trasmettere la certezza che, quando vengono messi alla prova sovranità e interessi nazionali, sia pronto a reagire attraverso le proprie istituzioni.

«Ceuta è Spagna e il futuro di Ceuta è il futuro della Spagna»

Aznar ha insistito sulla necessità di eliminare le incertezze che gravano sul futuro della città autonoma.

«Ceuta è la Spagna, e il futuro di Ceuta è il futuro della Spagna», ha concluso, trasformando la visita in un messaggio politico rivolto non soltanto alla popolazione locale, ma al governo centrale e all’intero Paese.

La posizione dell’ex premier è quella di una maggiore fermezza nella tutela delle frontiere, accompagnata da una politica estera capace, a suo giudizio, di ridurre la vulnerabilità della Spagna rispetto alle pressioni provenienti dall’esterno.

Vivas ricorda il ruolo di Aznar nello sviluppo di Ceuta

Ad accogliere l’ex presidente è stato Juan Vivas, che durante la cerimonia nella Sala del Trono del Municipio ha ricordato il ruolo svolto dai governi Aznar nello sviluppo della città.

Secondo Vivas, l’ex premier comprese le particolari condizioni strategiche di Ceuta e Melilla e la necessità di una forte presenza dello Stato per assicurare stabilità, servizi e infrastrutture.

Il presidente della città ha ricordato gli interventi realizzati in settori considerati essenziali e le politiche dirette a rafforzare l’integrazione economica e istituzionale di Ceuta con il resto della Spagna e con l’Europa.

Il principio, secondo Vivas, era che la sovranità dovesse essere sostenuta anche attraverso la parità dei cittadini di Ceuta rispetto agli altri spagnoli, garantendo servizi pubblici, infrastrutture e opportunità economiche.

Il precedente dell’isola di Perejil

Nel corso della cerimonia è tornato inevitabilmente anche il ricordo della crisi dell’isola di Perejil del 2002, verificatasi proprio durante la presidenza Aznar.

Vivas ha richiamato quell’episodio come esempio della linea seguita allora dal governo spagnolo nella difesa delle proprie posizioni territoriali.

«Integrità e sovranità non sono negoziabili e devono essere difese», ha sottolineato il presidente di Ceuta ricordando quella crisi.

Il riferimento a Perejil ha rafforzato il significato politico della visita: per Aznar e Vivas, la sicurezza di Ceuta non può essere considerata una questione esclusivamente locale, ma riguarda direttamente la sovranità della Spagna, la sicurezza delle sue frontiere e il ruolo europeo della città.

Il messaggio emerso da Ceuta è dunque quello di una richiesta di maggiore fermezza e di una strategia nazionale di lungo periodo. Per Aznar, la risposta alle pressioni sulla frontiera passa da uno Stato capace di garantire sicurezza, legalità e continuità nella propria politica estera: «La sovranità nazionale non va in vacanza».


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Sabrina Panarello

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