Un mese ci separa dal 28 settembre, giorno in cui è fissata la chiusura delle indagini nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco a carico di Andrea Sempio. Il tempo è maturo, dunque, per fare un riepilogo su ciò che la Procura di Pavia e i suoi investigatori hanno trovato contro l’indagato: nel corso dell’estate si è parlato a lungo delle intercettazioni ambientali, ma da tempo immemore si parla dell’impronta 33 attribuita al 38enne e dello scontrino sospetto.
I 21 indizi contro Andrea Sempio
Nel corso della puntata di Verità Nascoste – Il Diario andata in onda giovedì 27 agosto, la redazione del format condotto da Milo Infante ha riepilogato gli indizi che la Procura di Pavia avrebbe raccolto contro Andrea Sempio nell’ambito della nuova inchiesta aperta nel 2025.
Il primo, che probabilmente rappresenta l’impalcatura che ha contribuito all’apertura della nuova inchiesta, è quel Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi riconducibile alla linea paterna dell’indagato.
Ci sono, poi, le telefonate che Sempio fece a casa Poggi dopo la partenza dell’amico Marco riferendo di non essere certo che il ragazzo fosse assente: l’altro indizio è la smentita degli amici Roberto Freddi, Mattia Capra e Alessandro Biasibetti che riferirono di essere a conoscenza che il fratello di Chiara non fosse a casa.
Ancora, un altro elemento contro Sempio è il movente individuato dai carabinieri della Moscova, ovvero quello del rifiuto di un approccio sessuale; l’altro indizio è il presunto video intimo di cui Sempio sarebbe entrato in possesso. E proprio quel filmato avrebbe suscitato in lui una sorta di ossessione culminata, poi, con l’omicidio.
Dalle intercettazioni all’impronta 33
Secondo gli investigatori, nel 2014 Andrea Sempio fece ripetute ricerche web sul Dna “dimostrando particolare interesse e preoccupazione per la questione relativa al Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara”, in un periodo storico – era in corso il processo di appello-bis nei confronti di Alberto Stasi – in cui la perizia di Francesco De Stefano aveva stabilito che quelle tracce erano inutilizzabili.
In una intercettazione, inoltre, Andrea Sempio dice: “Quando sono andato io, il sangue c’era, lui senza accorgersene ha evitato le macchie”. “Lui”, in questo caso, è Alberto Stasi. In una intercettazione del 2017, inoltre, Sempio dice che “è successo qualcosa quel giorno alle 9:30”, un orario che oggi combacia con la nuova forbice temporale del delitto stabilita dai periti.
C’è, inoltre, uno degli indizi più discussi: l’impronta 33 individuata sul muro destro del disimpegno in cui fu ritrovato il corpo di Chiara Poggi è attribuita a Sempio.
I rapporti con i carabinieri, Mario Venditti e la presunta corruzione
Ancora, la Procura di Pavia considera il pacchetto di indizi che fanno parte dell’accusa di corruzione mossa contro l’ex procuratore Mario Venditti e il padre dell’indagato, Giuseppe Sempio: secondo i pm di Pavia, in occasione della prima indagine del 2016 Sempio si sarebbe “attivato immediatamente, unitamente al padre, al fine di reperire dei soldi per pagare gli investigatori e ottenere una rapida definizione del procedimento“.
Nell’intercettazione di un dialogo con il padre – altro indizio – i due sembrerebbero far riferimento a carabinieri che avrebbero anticipato loro alcune domande con lo scopo di preparare in via preventiva una propria versione dei fatti.
Dall’alibi allo scontrino: cosa non torna sul 13 agosto 2007
Nei fatti, Andrea Sempio per il 13 agosto 2007 non avrebbe un alibi: quel giorno – ha riferito – sarebbe andato per due volte in casa della nonna passando per via Pascoli, ma l’indirizzo in cui viveva Chiara Poggi non risulta essere di strada. Per gli inquirenti ciò rappresenterebbe il profilo di molti assassini che dopo aver ucciso ritornano sulla scena del crimine.
Lo scontrino presentato ai carabinieri di Vigevano nel 2008, inoltre, secondo i pm non rappresenta una prova che colloca Sempio lontano da via Pascoli 8. Un altro indizio è in un appunto del padre Giuseppe, che scrive – riferendosi alla bicicletta nera vista dalla testimone Franca Bermani quella mattina – che il 13 agosto “mio figlio era a piedi” sconfessando, almeno in parte, la versione del viaggio in auto fino a Vigevano per acquistare un libro.
La memoria della famiglia Poggi
C’è, inoltre, quanto ricordato dalla famiglia Poggi sulla presenza di Andrea Sempio in casa: lo stesso Marco ha riferito che l’amico non era una presenza costante. Durante una perquisizione avvenuta nel 2025 i carabinieri sequestrarono diverso materiale informatico dall’abitazione di Andrea Sempio e da quella dei genitori, ma tra gli articoli sequestrati mancava un computer. L’ipotesi dei pm è che l’indagato ne avesse uno e se ne fosse sbarazzato una volta riaperte le indagini.
Il 26 gennaio 2025, dopo aver ricevuto per telefono la convocazione da parte dei carabinieri, Sempio ha gettato un sacco dell’immondizia in un punto lontano dalla sua abitazione. All’interno i militari hanno trovato un foglio “contenente degli appunti che si ricollegano all’omicidio di Chiara Poggi”, ma secondo Quarto Grado si trattava di una lista relativa a una rappresentazione teatrale sul caso.
Infine, l’ultimo indizio a carico di Sempio è nel lavoro del Racis dei carabinieri che in Sempio, una volta vagliati i suoi diari e i contenuti postati su un forum di seduttori, hanno letto il profilo di una persona “del tutto irrispettosa della dimensione personale femminile”, ma ciò non farebbe di lui un assassino.
ANSA
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
VirgilioNotizie
Source link


