Niscemi, arrivano i contributi per le abitazioni colpite dalla frana: nell’ordinanza del Commissario Ciciliano firmata qualche settimana fa tutti i dettagli.
Arrivano misure concrete a sostegno delle famiglie e delle attività economiche coinvolte dalla grave frana che, nel gennaio 2026, ha colpito il territorio di Niscemi. Il Commissario straordinario per l’area interessata dall’emergenza, nonché Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Prefetto Fabio Ciciliano, ha infatti sottoscritto l’ordinanza che definisce modalità e criteri per l’assegnazione dei contributi destinati ai proprietari degli immobili distrutti, danneggiati o resi inutilizzabili a causa del dissesto.
Il provvedimento rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di recupero e ricostruzione delle zone interessate dall’evento calamitoso. L’obiettivo è garantire un sostegno economico concreto ai cittadini e agli operatori economici che hanno subito pesanti conseguenze, favorendo al tempo stesso la delocalizzazione delle strutture situate nelle aree considerate ancora a rischio.
Il Comune di Niscemi avrà il ruolo di soggetto attuatore
L’ordinanza attribuisce al Comune di Niscemi il compito di gestire l’intero iter amministrativo legato alle richieste di contributo. L’ente locale sarà quindi responsabile delle attività istruttorie, delle verifiche tecniche e amministrative e dell’esame delle domande presentate dagli aventi diritto.
Potranno accedere alle agevolazioni i soggetti che, alla data del 18 gennaio 2026, risultavano proprietari di immobili regolarmente censiti al Catasto e destinati sia ad uso abitativo sia allo svolgimento di attività produttive. I contributi saranno riconosciuti nei casi in cui gli edifici siano stati distrutti, abbiano riportato danni significativi oppure siano stati demoliti o debbano essere abbattuti in conseguenza degli effetti della frana.
La platea dei beneficiari comprende anche una categoria particolare di proprietari: coloro che possiedono immobili rimasti strutturalmente integri ma che si trovano all’interno dell’area interessata dal movimento franoso o nella fascia di rispetto individuata attraverso studi geologici e sistemi di monitoraggio. In queste situazioni, infatti, il permanere di ordinanze di sgombero o evacuazione motivate dalla presenza di un rischio residuo non eliminabile consente comunque l’accesso alle misure di sostegno previste.
Come verrà calcolato il contributo
Per determinare l’importo spettante ai beneficiari saranno utilizzati i valori di riferimento contenuti nelle quotazioni immobiliari dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. Tale criterio consentirà di definire il contributo in modo omogeneo e coerente con il valore degli immobili presenti sul territorio.
Le risorse potranno essere impiegate per diverse finalità. Una delle possibilità previste riguarda l’acquisto di terreni alternativi destinati alla realizzazione di nuove costruzioni. Le aree dovranno essere già individuate dagli strumenti urbanistici del Comune di Niscemi; qualora non fossero disponibili spazi adeguati, sarà possibile orientarsi verso terreni situati nei Comuni limitrofi.
Un’altra opzione consiste nell’acquisto di immobili già esistenti e immediatamente utilizzabili, sia per finalità residenziali sia per attività economiche. Anche in questo caso gli edifici potranno trovarsi nel territorio comunale oppure nei centri vicini.
Contributi anche per immobili già disponibili
L’ordinanza introduce una misura particolarmente significativa per chi dispone già di altri immobili. I proprietari interessati potranno infatti utilizzare il contributo per rendere nuovamente funzionali abitazioni o strutture produttive già nella loro disponibilità, anche se queste non hanno subito alcun danno diretto dalla frana.
La condizione richiesta è che tali immobili fossero già posseduti alla data del 18 gennaio 2026 e che si trovino nel territorio di Niscemi oppure in uno dei Comuni confinanti. In questo modo si punta a favorire soluzioni rapide per il reinsediamento delle famiglie e la ripresa delle attività economiche, evitando tempi troppo lunghi per la costruzione di nuovi edifici.
Rimborsi per spese tecniche, atti notarili e beni mobili
Oltre ai contributi principali destinati alla ricostruzione o al riacquisto degli immobili, il provvedimento prevede ulteriori forme di sostegno economico.
È infatti riconosciuto un contributo fino a un massimo di 3.000 euro per coprire i costi relativi alle perizie tecniche asseverate, agli atti notarili e alle imposte collegate alle operazioni immobiliari, comprese quelle di registro, ipotecarie e catastali.
A ciò si aggiunge un contributo forfettario di 6.000 euro per ciascuna unità immobiliare destinato a compensare la perdita di arredi e beni mobili non registrati che risultino distrutti, danneggiati o comunque non recuperabili a seguito dell’evento franoso. Si tratta di una misura pensata per alleviare le difficoltà delle famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e a sostituire mobili, elettrodomestici e altri beni di uso quotidiano.
Tempi precisi per evitare la revoca delle agevolazioni
Particolare attenzione viene riservata ai tempi di realizzazione degli interventi. L’ordinanza stabilisce infatti termini stringenti per garantire una rapida attuazione delle misure previste.
I lavori di costruzione dei nuovi edifici o quelli necessari al recupero di immobili già disponibili dovranno essere avviati entro 90 giorni dalla notifica del decreto che concede il contributo. Successivamente, gli interventi dovranno essere completati entro un periodo massimo di 24 mesi consecutivi dalla data di inizio dei lavori.
Il mancato rispetto delle scadenze, salvo comprovate motivazioni che giustifichino eventuali ritardi, potrà comportare la revoca del contributo concesso. In tal caso il beneficiario perderà anche il diritto al contributo di autonoma sistemazione, la misura destinata a sostenere economicamente chi è stato costretto a lasciare la propria abitazione a causa dell’emergenza.
Con la firma dell’ordinanza prende dunque forma uno degli strumenti più attesi dalla popolazione colpita dalla frana di Niscemi. Le disposizioni puntano a favorire un ritorno alla normalità attraverso percorsi di ricostruzione e trasferimento in aree sicure, garantendo al contempo un sostegno economico ai cittadini e alle imprese che hanno subito le conseguenze del dissesto.
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